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La deducibilità’ degli interessi passivi dal reddito a fini IRES e dal valore della produzione netta a fini IRAP per le imprese creditrici della PA, questo il contenuto delle proposte di emendamento, all’articolo 11 dell’A.S. 890 “Conversione in legge del dl 28 giugno 2013, n. 76, recante primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, in materia di IVA e altre misure finanziarie urgenti”, presentate oggi dal presidente ANCI Puglia, sen. Luigi Perrone e sottoscritte da altri 11 senatori della Repubblica.

Ringrazio i colleghi senatori che hanno condiviso e sostenuto gli emendamenti. Crediamo sia opportuno e urgente intervenire riducendo il carico fiscale sugli interessi passivi per le imprese creditrici della PA, attraverso la deducibilità degli stessi interessi dalle basi imponibili di IRES e IRAP. Non è etico, né equo che le imprese creditrici, già sofferenti per i ritardi della PA nella legittima riscossione dei pagamenti, debbano sopportare maggiori oneri finanziari e sugli stessi, per assurdo, debbano versare pesanti imposte quali IRES e IRAP, che in taluni casi possono raggiungere oltre il 32% di carico fiscale.Anci Puglia è direttamente impegnata nel sostenere comuni e imprese. Bisogna in ogni modo tentare di colmare il divario competitivo che a causa dei vincoli di finanza pubblica penalizza Enti Locali e Imprese pugliesi rispetto ad altre regioni d’Italia che riescono ad attivare meglio la leva finanziaria.

La scorsa settimana,  ho presentato in Senato un emendamento in materia di patto di stabilità al A.S. 941 “Conversione in legge, con modificazioni, del dl 4 giugno 2013, n. 61, recante nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale”. Con tale proposta  ho chiesto la cessione diretta di uno spazio finanziario dall’amministrazione statale agli ee.ll. della Puglia per consentire a comuni e province pagamenti di obbligazioni parte capitale alle imprese creditrici del territorio, sopperendo in tal modo alla mancata attuazione del PdS regionale verticale incentivato 2013.
Ci sono 142 comuni pugliesi virtuosi che hanno in cassa risorse per oltre 230 milioni di Euro e che non possono spendere per i vincoli del patto di stabilità interno. La mancata attivazione del PdS regionale verticale incentivato 2013 penalizza fortemente enti locali e imprese del nostro territorio, il circuito economico locale perderebbe risorse per oltre 96 mln Euro. La strada percorribile può essere il ricorso ad una sorta di patto di “solidarietà” verticale tra Stato ed enti locali pugliesi.
Voglio ricordare che dalla ricognizione ANCI Puglia dello scorso mese di giugno, relativa alle richieste di spazi finanziari provenienti dai comuni risultavano: 142 enti richiedenti spazi per complessivi 233.410.758,65 milioni di €, di cui 42 i piccoli comuni, al di sotto dei 5000 abitanti, richiedenti spazi per 25.094.847,61 mln di €. Gli altri 100 enti, superiori ai 5000 abitanti, richiedenti spazi 208.315.911,04aria.

qui di seguito il link agli emendamenti.

Ottima giornata a tutti, Gino

 

http://www.anci.puglia.it/index.php/anci/assemblea-precongressuale-2013/cat_view/6-attivita/12-finanza-locale

 

Gino Perrone

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